• Ritorno al Futuro: benvenuti a Sendai City! La “cyber” realtà di Marco Bolognesi
    Racna Magazine, dicembre 2014

    dicembre, 2014

     

    Cosa accade se la topografia delle città moderne si arricchisce di elementi fantascientifici fino al punto da creare “luoghi” lontani e distanti dalle nostre coordinate spazio-temporali? Che ruolo riveste l’artista e in che direzione naviga quando è proiettato in un universo parallelo, laddove il presente cerca di ancorarsi fino ad affondare nel futuro?
    Nel pormi questi interrogativi mi imbatto grazie al web nella realtà virtuale di Marco Bolognesi, artista videomaker, che da 20 anni, tassello dopo tassello, in un lento e progressivo percorso ancora in divenire, e’ riuscito a creare Sendai City, una città metafisica, con una sua peculiare connotazione toponomastica.
    Non siamo qui di fronte alla perfezione del modello politico offerta dalla polis greca né ad altre forme di città con strutture “politiche” consuete; abitare Sendai City significa vivere in uno spazio metafisico, organico e strutturalmente complesso, governato dall’intelligenza artificiale del grande Cervello; una realtà parallela che riflette in ogni sua angolazione, l’immaginario cyperpunk dell’artista. È un universo che appare asfissiante nel sovrabbondare della ricerca tecnologica e del controllo oppressivo delle Corporations. Questo mondo alternativo è governato da principi e da regole ben definite che passano dai riti di iniziazione ai processi di trasformazione cibernetica in cui gli esseri umani sono geneticamenti trasformati in mutanti, fino a migliorare le loro prestazioni.
    Navigare in questa realtà ci permette non solo di estraniarci dalla nostra routine e di dare sfogo alla nostra creatività, ma ci spinge a riflessioni di valenza filosofica e ontologica. Come guidati da un’ipotetica navicella spaziale della Skeleton Arcadia, ci inoltriamo in un futuro lontano, e con molte incertezze ci chiediamo cosa ne sarà di noi e fin dove l’uomo potrà spingere i propri limiti nel tentativo di manipolare la sua realtà “giocando” con la tecnologia.
    Nel costruire questo mondo parallelo l’artista, a mo’ di collage, si avvale di materiali già utilizzati in lavori precedenti – giocattoli meccano, materiali fotografici, video installazioni – e in un abile gioco di decontestualizzazione, definisce una realtà nuova, ibrida, modificata fino a dar vita a nuove valenze semantiche in un universo che può essere percepito a tutto tondo e con l’ausilio della vasta gamma delle nostre percezioni sensoriali
    Entrare in Sendai City significa coinvolgere non sono le nostre percezioni visive ma anche quelle uditive e cinetiche; attraverso questo viaggio ultramediatico che ci cattura quasi come in un video gioco, e’ possibile amplificare le nostre potenzialità percettive e sensoriali assaporando l’opera d’arte in tutte le sue sfumature. Metafisicamente Sendai City è una città che ci appartiene, che ci sovrasta nel suo controllo; senza prenderne atto, sia la tecnologia sia il controllo politico ci hanno reso “disumani” lasciando poco spazio alla navigazione libera del nostro “io”.
    Tre categorie di esseri abitano questa realtà: i mutanti, i cyborg e gli umani in continua lotta tra di loro per ristabilire l’ordine e per evitare che i mutanti ribelli resistano alle regole.L’immaginario di Blade Runner mi salta subito alla mente ma ciò che mi stupisce nel navigare tra gli spazi di questa ipotetica realtà del futuro è la presenza ossessiva delle figure femminili che la popolano; donne che rivestono forme e ruoli differenti. Ci sono degli esseri asettici, ieratici e dal volto e corpo scultoreo, con forte carattere dominante. O invece appaiono come creature mutanti, ibridi derivanti dall’innesto di un elemento vegetativo. In altri spazi abitano delle incorruttibili Geiko, geishe dai mille volti, remissive nella loro tradizionale e perenne ritualità.
    Tutte donne accomunate da un solo elemento: una forte carica erotico-sensuale che si sprigiona dai loro corpi, anche quando sembrano aver perso le caratteristiche e le sembianze degli umani. A volte l’iconografia rimanda al rapporto sado-maso che si instaura tra guerra, sesso e potere, presente in quella parte della filmografia italiana di impronta nazionale socialista degli anni ’70, dal Portiere di Notte di Lilliana Cavani a Salon Kitty di Tinto Brass. Sono donne queste, fiere di se stesse rivestite di abiti in latex e calze a rete che reclamano la loro libertà contro le abitudini convenzionali e gli anni di “schiavitù” sofferta.
    Ma cosa accade agli uomini in questo universo? Ben poco è affidato alla loro presenza. “Sono esseri prodotti – a dire dell’artista – in laboratorio; la maggior parte di loro vive in una realtà parallela, dove viene allevata per produrre memoria liquida, la linfa del Grande Cervello.
    Ed è alla donna, come madre capace di concepire, che è relegato il compito della rinascita di una nuova umanità“. L’artista insegue l’immaginario ancestrale dei nostri antenati cercando di ricreare un’immagine di estrema bellezza che riveste di un forte potere generativo. La sua è una Venere che munita delle armi del futuro, assurge ad essere una nuova Eva che dà vita ad una nuova progenie. Bisogna solo chiedersi quale posto ricopra l’Uomo in questo mondo alla deriva e l’impegno di Marco Bolognesi nella creazione di questa cyber realtà sembra offrire precise chiavi di lettura. Districandoci nella complessa rete di relazioni tra uomini, donne, macchine e robot create in Senday City, come in una sorta di fiaba per adulti, veniamo a conoscenza di verità molto più amare: il fallimento dell’uomo nel suo tentativo poiètico. La ubris, di cui ci parlavano gli antichi Greci, trova modo di esprimersi in tutta la sua potenza distruttrice. In questo caotico mondo difficile da dominare si preannuncia la fine di un futuro ormai vicino.
    La tecnologia creata dall’uomo per essergli d’aiuto, per amplificare le sue capacità sensoriali e cognitive finisce per ridurre l’uomo ai minimi termini, per relegarlo ad una minoranza etnica in un mondo da lui stesso generato. Il volo di Icaro ha trovato il suo tragico e finale approdo sulla terra. Bisogna solo chiedersi quanto tempo occorra all’uomo prima che sia di nuovo capace di spiegare le sue ali e riprendere il volo verso dimensioni più autentiche, in un viaggio in cui riesca a controllare la sua rotta e dettare le sue regole del gioco e da cui soprattutto possa ritornare e atterrare in caso di necessità.

    SENDAI CITY in mostra
    Per chi vorrà vivere l’esperienza di inoltrarsi in Sensai City è assolutamente da non perdere la mostra allestita in esclusiva internazionale da ABC a Bologna “SENDAI CITY. Alla fine del futuro”, l’ultimo progetto di Marco Bolognesi, allestito per il pubblico dal 17 gennaio al 15 febbraio 2015.
    La mostra, fortemente voluta da ABC, è un progetto multi articolato a cura di Valerio Dehò, che animerà il calendario dell’art week bolognese con una serie di eventi collaterali che trasporteranno l’universo postmoderno e cyberpunk dell’artista emiliano, da quindici anni attivo tra Londra e l’Italia, in diversi punti nevralgici della città.
    Durante i giorni della mostra, negli ampi spazi della nuova sede ABC, i visitatori entreranno fisicamente in SENDAI CITY, città-mondo cyberpunk, exploit della ricerca decennale di Bolognesi