BACK IN BLACK

Vivono nell’oscurità non lontano dalla serra di Woodland i Back in Black, frutto di una sperimentazione che ne ha alterato il DNA rendendo questi umani coltivati esseri figli del buio. Il loro corpo è dipinto di nero, i capelli crespi e raccolti sembrano alludere ad una condizione primitiva e ad una ferinità ammansita dalla cattività, che si rivela proprio nella preziosa collana-collare che indossano; i loro occhi, di un azzurro intenso, hanno un’espressione ora fiera ora spaventata.  Queste creature della notte sembrano rappresentare proprio la nostra relazione con l’oscurità, intesa sia come ciò che non si conosce, e dunque opportunità di esplorare, sia come lato ombra, inafferrabile e inquietante, che appartiene a ciascuno di noi. Non a caso Bolognesi ha puntato tutto sugli occhi, su uno sguardo che è anche faro, che restituisce a chi osserva la speranza di potersi muovere anche in una dimensione sconosciuta e potenzialmente ostile. Lo sguardo dell’artista è orientato sulla dimensione di un femminile che è altro da sé, resa tangibile dalla scelta espressiva di creare un’immagine nitida e al tempo stesso non completamente decifrabile, emblema di quell’insieme di sensazioni e sentimenti che il femminile stesso, attraente ed oscuro al contempo, incarna agli occhi di un uomo.