CYBORG FACES

Vere e proprie sentinelle dell’ordine costituito, questi esemplari abitanti di Sendai city viaggiano dalla dimensione reale a quella virtuale del Pianeta Terra per controllare che nulla nei piani del Grande Cervello sia alterato o minacciato. Emblemi della perfezione femminile, raggiunta grazie a modifiche genetiche, le donne della serie Cyborg Face hanno qualche cosa in più che le ha profondamente modificate: parti meccaniche, transistor, che ne hanno fatto degli strumenti ottimali per il controllo degli Shape, gli umani che vivono sulla Terra; esseri ignari del fatto che si tratti di un territorio virtuale e di esistere esclusivamente in quanto fonte di nutrimento per il Grande Cervello. Queste affascinanti Cyborg si insinuano nel loro mondo grazie alla tecnologia e controllano che i Mutanti non impediscano il flusso dell’intelligenza liquida dagli Shape al Grande Cervello.

In questo lavoro l’essere umano perde progressivamente le sue caratteristiche per acquisirne di nuove, la tecnologia potenzia le sue qualità, la genetica aspira ad annullare le imperfezioni, le differenze peculiari. I Cyborg sono metafora di tutto ciò: la loro perfezione appartiene ad progetto inesorabilmente avviato. L’artista ne è cosciente e, con un vero e proprio atto performativo, applica, incollandole direttamente suoi volti delle modelle, vecchie parti meccaniche, elementi dissonanti, dissimulando la manipolazione mediante interventi digitali. Aderendo ad un’estetica Cyberpunk, cui tutto il lavoro di Bolognesi fa eco, in omaggio a Sterling e all’antologia della Fantascienza, l’artista impone una riflessione profonda sulla bellezza, sul suo potere e sulle continue manipolazioni cui il genere umano ed in particolare quello femminile si sottopone, spesso con uno scarso grado di consapevolezza. La sua scelta di mantenere evidenti le qualità fisiche senza alterare l’immagine naturale mette in luce con maggiore efficacia il paradosso. Le presunte qualità di potenziamento conferite dagli inserti meccanici in posizioni strategiche quali occhi, naso e bocca, interferiscono pesantemente con una sensorialità istintiva che abbiamo sempre più trascurato in favore di protesi artificiali che a lungo termine conducono ad una perdita totale di contatto con la propria natura umana, impedendole di esprimere emozioni e sentimenti.