GENESIS

In alto, sulla sommità del colle presso cui risiede il grande Cervello, c’è un luogo in cui dimorano tre divinità che rappresentano la Genesi del Bomar Universe e di Sendai City.  Create dal grande Cervello stesso come idoli per la popolazione, si offrono alla città e costituiscono l’origine e insieme la summa delle multiformi creature di questa complessa realtà. Le divinità si palesano sotto forma di tre installazioni – costituite da 6 light-box ciascuna, e una quarta, costituita da un pilastro 3D di plexiglas-. Questo luogo sacro in cui la mutazione e la contaminazione tra esseri biologici e macchine si è compiuta definitivamente, è illuminato dalla luce artificiale interna dei light box. Un mix di figure femminili che appartengono all’immaginario creativo dell’artista, straniante e affascinante al contempo, dà origine a visioni in cui elementi di sacralità come le ali o la scelta della disposizione cruciforme delle immagini, evocano una dimensione mistica e tribale al tempo stesso. La progressiva ed inarrestabile ascesa della tecnologia che sempre più sembra essere in grado di supplire e rimediare all’errore naturale e biologico, il desiderio profondamente radicato di eludere questo destino della natura umana, sono qui rappresentati come in un sogno che abbia acquisito consistenza.  Chi meglio di tre divinità potrebbe placare le ansie di un genere imperfetto?  È la funzione aggregante e al contempo apotropaica del totem, in cui nei liquidi colorati galleggiano teste aliene, a ricordarci che la fusione è la soluzione. Dalle divinità composite del modo antico a Frankenstein sono passati millenni, tempo in cui, perso di vista il valore plurale della differenza, si cerca di recuperarlo. Solo l’artista, con un atto creativo, cioè trasformandolo in simbolo, è in grado di assolvere il compito di restituire senso a questa frammentazione pur con la consapevolezza di avallare con le proprie immagini un processo inarrestabile.