SYNTEBORG

Sono creature perfette interamente virtuali, create appositamente allo scopo di generare desiderio e dunque utilizzate in Sendai City come icone per annunci, per i pannelli elettronici pubblicitari o come dispensatrici di sesso. La perfezione di queste donne Syntetic Cyborg è frutto proprio di un collage digitale che l’artista, in linea con la propria modalità creativa, effettua a partire da alcune delle più belle figure create in progetti precedenti tra cui, ad esempio, Woodland. Il collage cambia volto, non si tratta più di elementi reali, naturali o metallici, incollati sul corpo delle modelle, ma di un assemblaggio digitale in cui lo scopo è perseguire la ricerca di un ideale di bellezza astratto e irraggiungibile che solo l’artista creatore può aspirare a realizzare.
Frutto della contaminazione tra differenti creature del Bomar Universe, per queste fanciulle l’artista si è ispirato a fumetti di fantascienza retro-futuristici e ai capolavori del cinema dell’orrore, come “Opera” di Dario Argento, in particolare nella creazione di gabbie metalliche che coprono gli occhi e i volti.
Il riferimento al virtuale e all’idea di ologramma si concretizza anche nelle griglie cromatiche impresse nei visi. Il disorientamento sulla reale identità e consistenza di questi esseri torna anche in questo progetto in cui ad elementi metallici sono affiancati altri naturali quasi ad addolcire una nota stonata, come se l’artista desiderasse palesare non solo l’artificio ma anche la natura ingannevole del potere seduttivo di queste immagini.